Perchè il gioco

La passione per il gioco ha da sempre accompagnato la storia dell'uomo

Al giorno d'oggi, a seguito del moltiplicarsi degli stimoli e degli incentivi (pubblicità giornaliere, maggiore prossimità dei punti di gioco, aumento delle estrazioni, internet, facilitazione negli accessi) sono emerse in modo sempre più preoccupante forme regressive e patologiche che rischiano di danneggiare e compromettere l'intero settore ed i suoi appassionati.

 

Almeno l'80% della popolazione adulta italiana accede alle diverse tipologie di gioco: non tutti coloro che giocano, però, vanno vadano considerati "patologici" nel senso medico del termine.  Il passaggio da un approccio “ludico” ad uno "patologico" avviene quando vengono soddisfatti alcuni criteri stabiliti dall'American Psychiatric Association che, a partire dal 1980, ha riconosciuto il gioco "problematico", inserendolo di conseguenza tra i "disturbi del controllo degli impulsi". Va inoltre sottolineato che il gioco patologico è un esempio tipico di interazione tra una preesistente vulnerabilità biologico-genetica e gli stimoli ambientali, fino a determinare una prevalenza del disturbo che si stima attualmente compresa tra l'1,2 e il 3%.

E' soprattutto alla luce di queste considerazioni e di tali situazioni contingenti che l'Osservatorio promuove le proprie iniziative ed attività con la finalità di preservare le forme ludiche di gioco, contrastando di conseguenza quelle più problematiche.

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