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Baretta (Mef): “La dislocazione delle slot è di competenza di Regioni e Comuni, ma devono rispettare il numero di macchine concordato nell’intesa altrimenti decreto attuativo a rischio”

“L’intreccio delle competenze in materia è uno dei problemi più attuali per quanto riguarda il settore del gioco.

E’ una questione difficile da affrontare e risolvere. Abbiamo diversi attori, lo Stato per la materia della sicurezza pubblica e tutela della salute, le Regioni sempre la tutela della salute e poi i Comuni che gestiscono le collettività locali. Non sarebbe male delineare l’ipotesi di un testo unico normativo di rango primario che possa abrogare le norme vigenti e dare una sorta di codice completo di norme che possano regolare l’attività di tutti”. E’ quanto chiesto da Francesco Vergine, vicesegr. generale e direttore affari istituzionali del Comune di Venezia, al convegno Gioco e Media in corso all’Università di Salerno, al sottosegretario Baretta. “Noi abbiamo cercato di risolvere la questione delle competenze – ha risposto Baretta – e pensavamo di averlo risolto. Spetta agli enti locali decidere la gestione del territorio. Abbiamo messo una tabella nell’intesa con il numero delle slot presenti e quante dovevano essere ridotte. Dove vanno messe queste slot ridotte? Lo decidono le regioni ed i comuni anche se io raccomando che ci sia un equilibrio sul territorio. Non metterei nessun punto gioco a Piazza San Marco, ad esempio, ma eviterei anche siano tutte installate in un solo quartiere. Non creerei un quartiere a luci rosse. Ma decidano loro dove, ma quelle macchine che le regioni hanno condiviso con noi nell’intesa che devono operare, le devono far lavorare. Non va bene questo numero? Ci sediamo e ne parliamo, ma l’idea che in qualche regione il gioco non sia più praticabile, non si può pensare. Sul testo unico è sicuramente arrivato il momento di avere una normativa comune. Bisogna ripensare ad un testo unico con l’applicazione pratica”. es/AGIMEG

 

Baretta (Mef): “A rischio il decreto attuativo dell’accordo raggiunto in Conferenza unificata”

dai nostri inviati – Un ministero dei Giochi è la proposta avanzata al sottosegretario Baretta da Maurizio Ughi, presidente di Obiettivo 2016, nel corso della tavola rotonda “L’Italia dei giochi: dal federalismo al proibizionismo” in corso all’Università di Salerno. “Visto che il Parlamento che sta vivendo i suoi ultimi mesi” ha detto Ughi “credo che nella prossima legislatura si possa pensare a un ministero che coordini e faccia una sintesi tra i vari interessi contrastanti che hanno impedito negli ultimi anni di realizzare una normativa razionale: salute, ordine pubblico, finanze dello Stato, rispetto delle imprese concessionarie, rispetto delle imprese dei gestori e così via”. Ughi ha chiesto anche se il decreto attuativo dell’accordo raggiunto in Conferenza unificata potrà realmente vedere la luce o il Governo sta per rinunciare, lasciando l’accordo di fatto inefficace. “Il decreto è già pronto” ha risposto Baretta “ma i nostri uffici legislativi ci stanno, giustamente, ponendo il problema che questo decreto possa reggere di fronte a quello che sta succedendo, a cominciare dal Piemonte dove hanno rifiutato di sospendere per qualche mese la legge regionale per potere, anche insieme, trovare un modo di armonizzare le norme con l’accordo raggiunto in conferenza. Giovedì prossimo porrò la questione in Conferenza unificata: se ci si mette d’accordo, bene. Altrimenti diventa inutile un decreto e a quel punto si potrà pensare a una norma primaria”. In merito all’idea di un ministero dei Giochi, Baretta ha risposto che “forse è eccessivo pensare a un ministero dedicato, ma sicuramente bisognerà trovare il modo di conciliare le due diverse prospettive che sono le esigenze finanziarie dello Stato e quelle della Salute della collettività”. gpm/AGIMEG

Baretta (Mef): “Mi stupisco che così tante Regioni e Provincie non rispettino l’intesa. Quando la legge di Bilancio sarà approvata, tutti si dovranno adeguare a quanto abbiamo concordato”

dai nostri inviati – “E’ un momento complicato perché abbiamo fatto uno sforzo molto importante per definire un accordo quadro con regioni e comuni. Un accordo faticoso perché ha messo a dura prova il settore ed è andato incontro ad una nuova necessità sociale, con una riduzione coraggiosa dell’offerta del gioco. Meno 35% delle slot entro aprile 2018 ed in tre anni una riduzione drastica dei punti di gioco. Questa linea in qualche modo dava una risposta anche alle domande delle regioni e l’accordo era un equilibrio per le quali le regioni possono essere anche più severe per la tutela alla salute a devono garantire che il numero delle slot concordato sia sul territorio. Questo perché questi dati sono compatibili con la riduzione dell’offerta ma anche per mantenere vivo il settore. Il gioco non sparisce ma rischia di essere ripreso dalla criminalità organizzata. Nel Piemonte rischia di sparire il gioco legale e vedere rinascere quello illegale”. Il sottosegretario del Mef Pier Paolo Baretta – segnala Agimeg – ha aperto così i lavori del convegno che si sta tenendo all’Università di Salerno, organizzato dall’Osservatorio Internazionale sul Gioco, Gioco e Media. “Sono stupito – ha continuato Baretta – del fatto che molte città, comuni e provincie e regioni si muovono come se l’accordo non ci fosse stato. Io faccio molta discussione preventiva ma se accetto un’intesa la rispetto. Chiederò che l’Anci spieghi ai loro associati questa novità, come noi abbiamo spiegato ai concessionari che devono ridurre gli spazi. Abbiamo chiesto di sospendere per qualche mese l’applicazione e guardiamo una nuova via d’uscita. Il fatto che, ad esempio, in Piemonte non ci sia stata una sospensione, è un approccio tutto politico ed ideologico che non è interessato a risolvere i problemi. C’è una concezione proibizionistica che è legittima ma non è quella sulla quale abbiamo costruito l’intesa. Abbiamo trovato un punto di equilibrio tra proibizionismo e liberismo. Ad esempio con molti gestori abbiamo discusso perché non hanno condiviso la riduzione delle macchine, ma io ho detto che sono disponibile ad affrontare i problemi, ma queste sono le decisioni prese. Quando la legge Bilancio sarà legge di stato, anche il Piemonte dovrà accettarla. Come facciamo ad indire le gare delle scommesse e del bingo se non si ha una visione della dislocazione delle macchine e delle sale sul territorio? E l’anno prossimo ci saranno i due bandi. Continueremo a cercare il dialogo perché è l’unica strada nella quale crediamo”. es/AGIMEG